15
Ott

S.a D. – Sostegno a distanza

I lavori di organizzazione per il “Sostegno a Distanza” hanno avuto inizio fra l’ottobre ed il novembre del ‘2011, quando il nostro presidente si è recato per la seconda volta in Nepal. Durante il suo secondo soggiorno, con l’amico nepalese Ishwar, Costantino ha censito 108 persone, perlopiù bambine/i e ragazze/i. Nella compilazione delle schede, complete non solo di dati personali, ma anche e, soprattutto, dei dati, relativi alle loro famiglie, ed ai contesti di appartenenza, all’interno della cospicua comunità dei villaggi, sono stati aggiunti un ragazzo di 22 anni, con problemi psichici, ed uno di 36, non vedente. Questi due ragazzi sono stati passati fra le urgenze insieme alle bambine ed ai bambini untouchable, a quelli di etnia Tamang – gruppo etnico nepalese purtroppo svantaggiato – e a coloro che vedrebbero troppo presto troncata la propria carriera scolastica e formativa perché indigenti.

 

Le informazioni complete di queste persone, delle loro famiglie o dell’intera comunità, in futuro ci saranno utili per ideare e sviluppare nuovi progetti, aventi come unico fine quello di permettere loro una vita più accomodante, diversa dalla triste condizione economica in cui li fa riversare il Paese.

 

Il modo in cui si attiva la nostra associazione segue un percorso ben preciso:

 

1) ORGANIZZARE CAMPAGNE DI APPOGGIO UMANO NEI VILLAGGI, ATTRAVERSO L’AIUTO FATTIVO, CHE SI CONCRETIZZARÀ CON UNA VERA E PROPRIA MESSA IN OPERA SALARIALE, DOPO AVER CREATO CONTESTI LAVORATIVI ED OPERE REDDITUALI DI BASE;

 

2) IDEARE PROGRAMMI DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE, SVILUPPANDO DELLE VERE E PROPRIE DONAZIONI MIRATE, CHE POTREMMO TRADURRE NELLE COMPERE DELLE ATTREZZATURE UTILI ALLA CASA E/O ALLA FATTORIA, NELLE DONAZIONI DI BESTIAME, NONCHé NELLA COPERTURA DEL FABBISOGNO GIORNALIERO DI CIBO ED ACQUA POTABILE;

 

3) GARANTIRE I DIRITTI DEL SOSTENUTO E DI CHI LO SOTIENE, INTRECCIANDO UN DIALOGO DEI SENTIMENTI, OSSIA GARANTENDO UN FEEDBACK NON SOLTANTO PER IL SOSTENUTO MA SOPRATTUTTO PER CHI SI IMPEGNERÀ CON NOI NELL’AVVENTURA DEL SOSTEGNO A DISTANZA.

 

Per “campagne di appoggio umano”, si intende svolgere una serie di iniziative (ideazione, progettazione, sviluppo e messa in opera, di un programma di sostentamento) volte a garantire un aiuto operativo, concreto, fattivo, in quei contesti svantaggiati che non hanno visto ancora intervenire il Governo, o di chi, al giorno d’oggi, potrebbe sostituirlo (ONU, UNICEF, Paesi ricchi, ecc.). Miriamo a portare acqua potabile a chi non ce l’ha, istruzione a coloro che hanno difficoltà ad accedervi, assistenza medica e sanitaria di base per chi non può permetterselo, informazione dove questa ancora non arriva, lavoro, e via discorrendo con i principi basilari del vivere sociale. Con il “sostegno alle famiglie”, perciò, si andranno a coprire i gap economici, ossia quei margini che queste considererebbero come un surplus, ovvero si tenterà di garantire tutti quei costi che le stesse famiglie sostenerrebbero per mandare, ad esempio, un figlio a scuola, per permettergli un’istruzione completa ed una carriera formativa. È nostro obiettivo dare la possibilità, a queste persone, di crescere nella nuova società globale che si sta formando. Intendiamo, infatti, concedere ai bimbi più bisognosi la possibilità di potersi permettere l’iscrizione a scuola, di comprare i libri di testo, le divise scolastiche, il biglietto per lo scuolabus, accedere, in futuro, al college e all’università, ecc.. Per “diritti del sostenuto e di chi lo sostiene”, intendiamo svolgere percorsi d’interrelazione fra chi desidera impegnarsi nel percorso del sostegno a distanza, ed il soggetto scelto. Tutto ciò avverrà con l’attivazione di una vera e propria piattaforma comunicativa organizzata, che aprirà una pagina nella vita di entrambi, per vederli coinvolti in scambi affettivi reciproci: letterine, donazioni di beni primari, visite mirate in Nepal e/o accoglienza eventuale in Italia. Naturalmente, non potrà non mancare una visione universalista dei nostri principi. È nostra intenzione, perciò, attuare una pratica nonviolenta nella nostra esperienza ed un atteggiamento che si muoverà nel rispetto e per il rispetto dei Diritti Umani di tutti, all’interno del discorso che facciamo e della società del terzo millennio.

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