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Mag

Nepal Emergency

FIRST AIDS IMAGES

Dear friends

Thank you for spending your time to read this page. You know the Napal’s situation after the terrible earthquake, the second great earthquake of the twentieth century since 80 years ago.

Nepal is one of the poorest countries in the world. The villages of Chhatredeurali and Jeewanput are in the district of Dhading, Bagmati. The population of the conglomerate, with all the villages around, is about 30,000 with about 4,000 homes. The villages are located about 17 km far from Kathmandu. Although Chhatre Deurali-is on the border with the capital Kathmandu, the area is very remote because of its geographical structure. The two villages are connected to the capital through a dusty road, full of holes, up to 3 meters wide, along the slope of one of the many “hills”, as they call the Nepalese. For them are hills (hills in English) because the compare with the giants of the ‘Himalayas as the Everest and the chain of’ Annapurna (8,000 meters) but are actually mountains from 1400 on. Agriculture is the main occupation of the population. They grow rice, vegetables, corn and other seasonal crops. Most of the people work in the fields. Many children have to help their parents in the camps and they are unable to receive an adequate education because of their extreme poverty. There are problems with drinking water and it often takes many hours to pick her up. The only property of the people of the village is the livestock like goats, chickens, cows and buffalo.

Namaste is the association which, since its creation in February 29 ‘2012 in Campobasso, Molise, is responsible for raising funds to send to Hamro Sathi, her Nepal twin, to carry out initiated projects and to create new ones.

Namaste and Hamro Sathi are work together for three years, trying to to improve the living conditions of the country. From the words of the president of Hamro Sathi Ishwar Kanel .:

We try to carry on extracurricular activities with the children and we are also working to raise awareness on health and hygiene. We have women’s groups in the villages and training courses in trades such as tailoring and carpentry, so that people acquire other skills to gain access to other forms of employment and income.

One of our first activities was to bring water to the village by creating a sort of aqueduct made of pipes, allowing people to access it more easily and to allow the people to access to clean water without having to walk for hours. The proximity of the water has improved the sanitary conditions of the country.

We have also initiated several activities, such as donating goats and cows to people, other important source of income in the country. The livestock were almost all lost after the collapse of the stalls made of wood and mud stones, like almost all the houses in the village.

We are doing as possible, especially thanks to your donations, to help Chatre-Deurali’s people, a village of about 6000 people in which we operate more closely and where is our headquarters. .All Houses in the village were destroyed . Roads are blocked and no ambulance can reach because of landslides and the fact that the few that exist in the capital are engaged in rescue operations in the city. Electricity, which usually also lacked for many hours of the day, now is totally absent because of the damage suffered by the quake. We are wthout food. All animals died under the rubble and there are also people remained under the destroyed houses. There are still little earthquakes in progress. Some people are organizing to make shelters but most of them live under the open sky, with neither blankets nor drugs first aid. So this is the situation:

– house NO
– food NO

– toilet NO
– water water YES but NO TOOLS to catch
– medicine BEFORE THER WAS A “SHOP” BUT NOW NO
– healt point NEVER BE
– blanket NO
– emergency NOBADY CARE ABOUT VILLAGES
– ambulance NO
– first care point NO
– electricity NO
– gas NO
– communications NO
– connection with the city VERY VERY VERY BAD
– wild animals YES

All rescue teams are engaged exclusively in Kathmandu, the capital, and no one can reach the villages to bring aid to families in need and left alone.

A heartfelt thanks to all friends of ‘Italy, Canada, USA, Ireland, who are supporting us, donating us money , each according to his ability, and helping to reconstruct the life of the village after this terrible disaster. ”

Many thanks to all!

We greet you with a big Namastè, the name of the typical Indian and Nepalese greeting meaning
“I bow to the sacred that is in you.”

Hamro Sathi & Namaste!

Methods for making donations:

BANK TRANSFER to Namaste! Corso Bucci 46  IBAN: IT58P0335901600100000069460

PAYPAL

DONATION OF 5 X THOUSAND

Carissimi amici

Grazie per dedicare un po’ del vostro tempo alla lettura di questa pagina. Conoscete tutti la situazione del Nepal dopo il terribile terremoto. E’ il secondo grande terremoto del novecento dopo quello di 80 anni fa.

Il Nepal è uno dei paesi più poveri del mondo. I villaggi Chhatredeurali e Jeewanput si trovano nel distretto di Dhading, Bagmati. La popolazione del conglomerato,con tutti i villaggi intorno, è di circa 30.000 persone con circa 4.000 case. I villaggi si trovano a circa 17 km circa da KathmanduAnche se Chhatre-deurali è al confine con la capitale Kathmandu, la zona è molto remota a causa della sua struttura geografica. I due villaggi sono collegati alla capitale attraverso una strada polverosa, piena di buche, larga al massimo 3 metri, lungo il pendio di una delle tante “hills”, come le chiamano i Nepalesi. Per loro sono colline (hills in inglese) perchè le paragonano ai giganti dell’ Himalaya come l’Everest e la catena dell’ Annapurna (di 8000 metri) ma in realtà sono montagne dai 1400 in su.

L’agricoltura è la principale occupazione della popolazione. Crescono riso, verdure, mais e altre colture stagionali. La maggior parte delle persone lavora nei campi. Molti bambini devono aiutare i genitori nei campi e non riescono a ricevere un’adeguata istruzione a causa della loro estrema povertà. Ci sono problemi con l’acqua potabile e spesso ci vogliono molte ore per andarla a prendere. L’unica proprietà della gente del villaggio è il bestiame come capre, galline, mucche e bufali.

Namastè è l’associazione che, dalla sua creazione nel 29 febbraio ‘2012 a Campobasso, in Molise, si occupa di reperire fondi da inviare ad Hamro Sathi, la sua gemella nepalese per portare avanti i progetti avviati e crearne di nuovi.

Namastè e Hamro Sathi lavorano insieme da tre anni, cercando di fare piccoli passi per migliorare le condizioni di vita del paese. Dalle parole del presidente di Hamro Sathi Ishwar Kanel.

Cerchiamo di portare avanti attività extrascolastiche con i bambini e stiamo anche lavorando per diffondere una maggiore consapevolezza in materia di salute e igiene, facendo gruppi di donne nei villaggi e corsi di formazione in mestieri quali la sartoria e la falegnameria, in modo che le persone acquistino altre competenze per poter accedere ad altre forme d’occupazione e di reddito.

Una delle nostre prime attività è stato portare l’acqua al villaggio attraverso la creazione di un una sorta di acquedotto fatto di tubature, permettendo alla gente di accederle piu facilmente ed evitando tante ore di cammino per per l’acqua potabile. Le persone possono aver accesso all’acqua potabile senza dover camminare per ore. La vicinanza dell’acqua ha fatto si che migliorassero anche le condizioni igieniche del paese.

Abbiamo inoltre diversi attività avviate, quali donare capre e mucche agli di abitanti, altra fondamentale fonte di reddito del paese. Il bestiame è andato quasi tutto perso in seguito al crollo delle stalle fatte di legno pietre e fango come quasi tutte le case del villaggio.

Stiamo facendo il possibile, soprattutto grazie alle vostre tante donazioni, per aiutare il maggior numero di persone di Chatre-Deurali, il villaggio di circa 6000 persone in cui operiamo più da vicino e dove si trova la nostra sede.Tutte le case del villaggio come sapete sono andate distrutte. Le strade sono bloccate e nessuna ambulanza può raggiungerci per via delle frane e del fatto che quelle poche che esistono nella capitale sono impegnate nei soccorsi in città. L’elettricità, che solitamente mancava anche per buona parte della giornata nel corso dell’anno, adesso è assente totalmente a causa dei danni subiti dal sisma. Si è senza alimenti. Tutti gli animali morti sotto le macerie e le persone rimaste sotto le case distrutte iniziano a puzzare e ci sono ancora forti scosse di terremoto in corso. Alcune persone si stanno organizzando per fare ripari d’occasione, con ciò che è rimasto delle case, ma la maggior parte di esse vive sotto il cielo aperto, senza né coperte né farmaci di primo soccorso.

Tutte le squadre di soccorso sono esclusivamente impegnate su Kathmandu, la capitale, e nessuno riesce a raggiungere i villaggi per portare soccorsi alle famiglie in difficoltà e lasciate sole.

Un grazie di cuore a tutte gli amici dell’ Italia,Canada, USA, Irlanda, che ci stanno sostenendo, donando di cuore un po di soldi, ognuno secondo le proprie possibilità, aiutandoci sia ricostruire la vita del villaggio dopo questo terribile disastro. “

Grazie di cuore a tutti!

Vi salutiamo con un grosso Namastè, il nome del tipico saluto indiano e nepalese che significa “mi inchino al sacro che è in te”.

I ragazzi di Hamro Sathi & Namastè!

Metodi per effettuare le donazioni:

tramite bonifico bancario a

Namastè! Corso Bucci 46 IBAN: IT58P0335901600100000069460

PAYPAL

DONAZIONE DEL 5 X MILLE

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URGENTE! RACCOLTA DONAZIONI PER IL NEPAL

Un anno fa sono stato volontario nel villaggio di Chatre Deurali , distretto di Dhadhing con Namasté Onlus, di cui sono segretario.

Questo è ciò che il mio amico nepalese mi ha raccontato riguardo la situazione in questo villaggio:

è un momento molto triste ora in tutto il Nepal a causa del terremoto, un grande disastro, molte persone hanno perso la loro famiglia e quasi tutte le case sono crollate.
Il nostro villaggio è una delle zone peggiori del disastro, tutte le case sono distrutte e alcune persone sono morte. Le persone stanno dormendo per strada, sono senza cibo(le riserve di riso sono seppellite sotto le macerie) e senza medicine.
Gli animali,altra fonte di sussistenza, sono morti dentro le stalle e dappertutto c’è un odore terribile. Un dolore profondo è diffuso. Non ho parole per spiegare.”

Sto cercando di raccogliere donazioni da inviare lì, il più presto possibile, per acquistare cibo, medicine e coperte per le persone di questo villaggio!

Una volta raccolto abbastanza denaro lo manderò al mio amico nepalese che provvederà personalmente a comprare il necessario per gli abitanti del luogo.

Si prega di aprire il vostro cuore e provare a fare qualcosa per queste persone!

Sarei molto grato se faceste qualcosa per loro!Per le donazioni potete fare un bonifico a:

Namastè!

Corso Bucci 46 86100 Campobasso 

CODICE FISCALE: 92064600700

IBAN: IT58P0335901600100000069460
Grazie in anticipo
Massimo Giannantonio

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26
Ago

Namasté

Ricordo ancora, come se fosse ieri, la notte che arrivai alla stazione dei bus di Kalankhi, a Kathmandu, dopo un viaggio della speranza di 40 ore – ai confini della realtà – da Nuova Delhi. A Kalankhi mi aspettava mero sathi (“il mio amico”) Ishwar; venuto a prendermi in moto per accompagnarmi in ostello, Details

25
Ago

‘EMA & VALE’

YOU ARE WELCOME

Appena arrivate non potevamo aspettarci un’accoglienza migliore. Il nostro arrivo era già stato annunciato da giorni, Ishwar aveva parlato di noi e aveva fatto vedere le nostre foto a tutti i bambini.
Noi accolti con il tradizionale black tea offerto da Sumitra come benvenuto e dalle finestre della scuola i bimbi accalcati urlavano: “Immanuela … Vallleria”.

Sia noi che loro non vedevamo l’ora che finissero le lezioni per ritrovarci tutti in “Hamro Ghar” letteralmente “La Nostra Casa”, un vero e proprio punto di riferimento per essere davvero bambini.
Qui infatti sono liberi di ballare, cantare, qualche volta accapigliarsi, vedere un film come in un cinema e giocare con i colori
Per noi sembrano cose scontate ma qui non ci sono capricci che tengano, non importa l’età, alle cinque del mattino tutti nei campi a raccogliere il fieno per gli animali o riempire giare di acqua.
E non da meno l’accoglienza dei bambini: collane di fiori profumati e il tradizionale tica rosso sulla fronte seguiti da canti e balli.
Una vera e propria festa.

SCHOOL ACTIVITY

La sfida più grande è trovare idee semplici per insegnare stimolando la loro curiosità e non da meno cercando di usare le risorse in loco e … un cartone di birra diventa subito un orologio da muro per imparare le ore in inglese. Un semplice legnetto può trasformare la terra battuta davanti alla scuola in un campo di geometrie: inizia il gioco a squadre saltando dentro a forme geometriche, imparando a riconoscere cerchi, triangoli e quadrati.

SING&SONG

Canzoni come scambio culturale che risulta essere un modo per entrare direttamente in contatto con i bambini e scopriamo così essere un popolo molto legato alle tradizioni canore popolari.
Suoni e ritmiche davvero lontane dalla nostra cultura e che riprodotte da noi, ci fanno sembrare due cornacchie stonate.
Ecco che così impariamo una delle canzoni più popolari “Ressamfiriri”. Ci entra subito in testa anche perché rimaniamo colpite dal significato: “… mi sento volare sopra le montagne leggero come le lenzuola di lino sventolano al vento”.
E noi contraccambiamo con “Ci son due coccodrilli…”, che colpisce sempre tutti, e un altro gingle in inglese.
Quindi quando al mattino assonnate raggiungiamo la scuola, durante il percorso da due, man mano diventiamo quattro, poi sei fino a diventare un gruppetto e raggiungiamo la scuola facendoci sentire a suon di melodie facendo sorridere donne del villaggio già cariche di giare d’acqua.

WE LOVE THE NATURE

Attività civili possono diventare ludiche se noi stessi siamo le prime a dare l’esempio. Dalla scuola al villaggio si raccolgono carte di biscotti, caramelle, pacchetti di sigarette e plastiche come una vera caccia al tesoro. Chi corre, chi anticipa, chi urla quando trova qualcosa di grosso, chi ti mostra con orgoglio la grande raccolta. Ed è straordinario vedere come proprio i bambini riescano a dare l’esempio: ed è così che per magia alla carovana si aggiungano anche degli adulti del villaggio.

IL SABATO DEL VILLAGGIO

Il sabato è il giorno di festa, non c’è scuola!!!
Grazie all’ingegnosità di Simone, uno dei volontari che è stato al villaggio, Hamro Ghar finalmente ha la sua prima doccia. Canne di bambù e acqua piovana danno vita a una vera e propria doccia.
Riusciamo a far divertire i bambini anche sotto l’acqua insaponandoli con il nostro shower bath per regalargli un profumo alquanto esotico che può rendere il tutto un po’ più divertente.
E nel pomeriggio, tutti al cinema. Stuoie e finestre chiuse trasformano il primo piano di Hamro Ghar in un “multisala”. Grazie Manu e al “Gatto con gli stivali” nella sua chiavetta Usb.

LIKE A PIZZA

Ed ecco come gli insegnamenti delle nostre mamme su come impastare tornano utili.
Ingredienti: 2 secchi di terra, 1 secchio di acqua, tanta buona volontà e … 2 mani per impastare!!!
Ed ecco pronta la malta per sistemare i buchi che si sono creati sulle terrazze e nei pavimenti, qui le case sono un mix di legno e terra.
E perché l’occhio ha sempre la sua parte, della finissima terre rossa completa l’opera regalando un colore uniforme a tutta la casa.

WELCOME TO LITTLE EDUCATION HOME

L’aiuto più grande che si può fare?
Portare un carico di energia e di entusiasmo da regalare a tutti questi bambini.

16
Ott

La nostra esperienza

I miei omaggi a TE!

Nel dicembre del ‘2010 uno dei nostri soci fondatori è partito come volontario per il Nepal. Non sappiamo cosa lo abbia spinto, così precipitosamente, in una terra tanto lontana ma, a detta sua, dice di aver avvertito dentro di sé un forte bisogno di mettermi in discussione, e così ha deciso di fare un’esperienza in una O.N.G. (organizzazione non governativa)  in terra asiatica. Destino ha voluto che, durante il primo mese trascorso nell’organizzazione, maturasse l’idea di doversene andare.

I principi per cui ha voluto, calorosamente, entrare in gioco, hanno cozzato con le prospettive di quella O.N.G., la cui gestione non rispecchiava le sue aspettative. Una vera cooperazione, per quanto ci riguarda, non ha bisogno di messe in scena, né di montagne di soldi. Infatti, secondo i nostri principi, oggigiorno, basta uno scambio reciproco di informazioni, basilari, utili a far acquisire conoscenza ad entrambe le parti, su un progetto sociale nuovo da costruire. Ha optato, perciò, per un’opera di volontariato dal basso; scartando, prima di tutto, la visione dell’assistenzialismo fine a sé stesso. La passione per il sociale, dice di essergli venuta incominciando una serie di collaborazioni con “ENERGIA per i Diritti Umani”, una onlus che si ispira ai principi del Nuovo Umanesimo.  L’Umanesimo Universalista lo ha preso da subito, fino a coinvolgerlo nella “Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza”, incominciata il 2 ottobre 2009, giorno della memoria di Gandhi, nonché occasione suggerita dall’ONU, come “giornata mondiale della nonviolenza”, e conclusasi il 2 gennaio \’2010. Con gli amici di ENERGIA, nel \’2009, ha partecipato ad un seminario sulle banche armate, in occasione del “Forum Europeo sulla Nonviolenza”, tenuto a Milano dal “Movimento Umanista”. La lezione ricevuta pare averglo fatto molto riflettere sull’eticità finanziaria e sull’uso del denaro. E furono loro più avanti, che lo coinvolsero nell’inaugurazione del “Parco di Studi e Riflessione”, ad Attigliano, in Umbria, nel cuore dell’Italia, dove è nata la scuola di “studi umanisti”, che si ispira al “Messaggio di Silo”, filosofo e pensatore sud americano. L’umanesimo di Silo non è altro che un attivismo sociale messo a punto con la pratica, ovvero che non si limita al solo messaggio profetato. A Campobasso, negli anni scorsi, insieme agli amici di ENERGIA, abbiamo tenuto corsi sul volontariato internazionale, organizzato seminari su nonviolenza e diritti umani, allestito cene di beneficenza, e ospitato Giuseppe Carrisi, giornalista di Rai International, per un convegno sui “Bambini Soldato”. È stato frequentandoli che, nel ‘2007, il fondatore di questa associazione decise di rientrare da Roma con un “sostegno a distanza” (SaD). Era un Natale e, come regalo, “scelse” Mamadou, un bambino senegalese, il cui villaggio, Pikine Ikotaf, vicino alla capitale Dakar, è sostenuto da progetti portati avanti dagli amici di ENERGIA: “Diritti al Cuore” è il fronte medico – adesso costituitosi in una onlus – che li sostiene. Inizialmente ho incominciato l’esperienza del sostegno a distanza da solo.

L’idea di impegnarsi in un “SaD”, nacque per ricredersi su tutta una serie di cattivi pensieri, che si creò dopo aver osservato le malefiche speculazioni sull’ l’11 settembre prima, o sullo Tzunami e sui terremoti dopo. La gestione delle donazioni, nella formula televisiva, o in quelle tramite “sms” e mezzo postale, per la quale vengono tutt’ora messi in scena differenti sistemi di raccolta fondi, non lo hanno mai convinto: anche noi non abbiamo mai creduto alla TV. L’immagine di una società globale che verrà, non l’abbiamo mai concepita sul modello del denaro, delle reclame, del merchandising, che spingono allo spreco e al profitto (per pochi). E neppure abbiamo mai avvertito la necessità di costruire intorno a noi un mondo fatto solo di beni materiali, ancora tanto ostentato e reclamizzato. Quello che si è tentato di definire fino ad oggi,  purtroppo o per fortuna, è storia passata! Tuttavia, lo scenario non è affatto rassicurante. Al mondo, infatti, ci sono “imprese che gestiscono missioni”, piuttosto che associazioni di volontari. Esistono aziende che si dividono gli utili messi a disposizione per la cooperazione internazionale, più che persone pronte a dare una mano. Oggigiorno c’è “l’emergenza” ed “il soccorso”, non la solidarietà sociale ed il mutuo aiuto. Ci sono tante missioni umanitarie ma con poco umanesimo. Cominciò a costruirsi un mondo tutto suo. Chiuso. Fatto di paletti (di sicurezza) e, soprattutto, prevenuto verso molti. Incominciò a crearsi un pensiero univoco e sbagliato. Serrato in questi pensieri, semplicemente, ignorava. Riguardo a questo tipo di discorso, ammette di aver incominciato a dubitare a 360° (non circa l’avvenire), non risparmiando nessuno; finché non conobbe ENERGIA! L’entusiasmo che gli hanno passato questi amici, dopo che cominciaron a frequentarsi a Roma, durante un corso per il volontariato internazionale, al fine di partecipare ad una missione in Africa (che ancora deve fare!), dura ancora. Ed è con lo stesso entusiasmo, acquistato dopo aver imparato che al mondo ci sono i cattivi ma ci sono pure i buoni, che c’è chi lavora male e chi lavora bene, che Costantino è partito un anno fa per il Nepal.

Collaudata questa passione per il sociale, a Campobasso ha cercato in vari modi di dare il suo contributo per le questioni che più sentiva vicine; è in questi contesti che molti di noi si sono conosciuti: “NO all’eolico selvaggio”, i diritti dei migranti, l’“acqua pubblica”; appoggiando la scena locale in una discreta serie di appuntamenti. L’essere entrato in contrasto con una mentalità isolante ed esclusivista, tuttavia, ha deviato nuovamente il suo cammino. Dopo aver partecipato a diverse sedute del “Comitato Acqua Pubblica Molise”, decise di disertare gli incontri. Una visione verticistica della cosa, di tipo dirigenziale, non lo ha mai riguardato, né, tanto meno, si sarebbe aspettavo, in quelle occasioni, atteggiamenti “stile partitico” (cosa che per certi versi, parte del comitato, aveva manifestato): questi comportamenti non sono suoi, non gli appartengono, specialmente se parliamo della difesa dei beni comuni o di battaglie popolari. Per questo decise di andare via. Il coinvolgimento e la reciprocità, in ambiti associazionistici, infatti, per noi divengono elementi importanti ai fini della causa. Diremmo, anzi, che sono, rispettivamente, l’ordito e la trama, del tessuto sociale che cerchiamo di filare. Intrecciare rapporti umani, fare rete, a nostro avviso, non servono se si deve creare astio fra singoli e/o associazioni. Ai tempi, ci fu negata la possibilità (poi infranta) di organizzare una festa che sarebbe servita per la diffusione del messaggio della pubblicizzazione dell’acqua. Ripensare a quei giorni ci lascia ancora molto amaro in bocca. In piena delusione, e con questo stato d’animo, il fondatore di “Namasté!” ha fatto i bagagli e, in tutta fretta, si catapultò in Nepal, approfittando di un contatto che aveva. L’essere andato via dall’organizzazione, in piena crisi emozionale, colmo di tristezza, e, per di più, lontano da casa e nostalgico, non hanno, tuttavia, frenato la sua voglia di rivalsa, quindi decise che non era ancora arrivato il momento di rientrare.

Il suo umore in quei giorni era a pezzi. Le nuove cose che stava imparando, la delusione dopo l’aver creduto, i bambini di Hamro Ghar, e tutto ciò che si accumulava alle giornate di confusione, amplificavano il violentato umore delle sue ore. Fortuna ha voluto che conoscesse Sandra e Damiano, che gli presentarono hamro sathi Ishwar, con cui ha potuto sognare, e studiare il metodo per poter fare da soli. Prima di incominciare la collaborazione, che ha visto entrambi operosi in villaggi alle spalle di Kathmandu, Ishwar ha voluto conoscerlo. Lo stesso premeva alla sua coscienza. Lì, il suo stato d’animo ha incominciato lentamente a mettersi a posto. L’idea di mettere su un’organizzazione di cooperazione, al contempo, si stava sdoppiando, ed oltre ad “Amico Nostro”, che abbiamo avuto in mente di collocare in Nepal, abbiamo voluto far nascere un’altra associazione in Italia: “Namasté!”. Dobbiamo ringraziare le persone incontrate e i loro sorrisi, la curiosità e l’animosità dei loro bambini, il soggiorno ai villaggi, l’accoglienza ricevuta, l’idea venutaci di far arrivare l’acqua in una scuola, le visite alla sorgente, i numerosi meeting con le persone del luogo.  Sono tutte cose che Costantino porterà sempre nel suo cuore. E come dimenticare la sfarzosa pooja che gli è stata dedicata dalla comunità, prima del suo rientro in Italia. Le giornate, con il suo amico, le hanno passate a macinare idee, stilare progetti, anticipare il lavoro, diffondere la voce che una N.G.O. stava nascendo proprio a Chhatre Deurali, in uno sperduto villaggio nel distretto di Dhading, dietro Kathmandu, nel magico Nepal, cuore dell’Asia, alle pendici del tetto del mondo, presso la casa degli dei. Se vivi lontano dalla città, in quei posti, spesso sei dimenticato dal Governo centrale, ed i vari governi tecnici che tutt’oggi si susseguono, da quando è terminata la guerra civile, nel ‘2008, spesso si trovano impossibilitati a far fronte alle tante emergenze dettate dall’ingresso del Nepal nella società globale e, considerata l’estrema povertà in cui versa oggigiorno questa terra, abbiamo deciso di fare qualcosa!

Incominciato, così, un discorso dal basso, nuovo, non necessariamente legato alle strutture e agli organi delle Nazioni Unite, pur rispettandone e condividendone alcuni punti o direttive, abbiamo scoperto una strada differente del fare. Rientrato in Italia con uno spirito rinnovato, custodendo nel cuore un ampio tesoro: un nuovo amico, un’altra famiglia, una seconda comunità, che mi vuole bene, un villaggio dove passare le mie ore a meditare; Costantino dice di essere rinato spiritualmente. L’aver fatto, negli anni addietro, esperienza col “SaD” (a pieno), essendone stato coinvolto direttamente, gli ha permesso di spingere più in là le sue vedute. In altre parole, lo ha fatto ricredere sulla precedente visione che aveva sulla scena della cooperazione internazionale. Prodigandosi in prima persona nell’organizzazione e nella gestione di questo servizio, gli ha dato addirittura la possibilità di fare scommesse su me stesso! Adesso, le idee per l’avvenire, il  successivo lavoro per la compilazione delle schede sui sostegni a distanza, e gli eventuali altri progetti che verranno, giocano ora un ruolo fondamentale, non solo per lui. Il censimento ha riguardato, per lo più, bambini e ragazzi, le loro famiglie, ed il contesto dei villaggi di appartenenza. A farsi avanti sono state persone povere o poverissime. C’è chi vive con un piccolissimo fazzoletto di terra, chi lavora la terra di qualcun altro e chi, al contrario, possiede soltanto un bufalo, o qualche capretta, polli. Per questo, abbiamo riempito schede, scattato foto, fatto visite, impostato l’organizzazione, diffusa la voce e preparato gli statuti. Le informazioni acquisite hanno riguardato soprattutto una fascia sociale molto debole. Le categorie le abbiamo divise per emergenze, meriti, casta e gruppo etnico di appartenenza. Il riempimento delle schede e la compilazione di tutti i dati da utilizzare per la proposta delle schede del sostegno (condizioni personali, famigliari e/o del villaggio), le abbiamo fatte in loco, nella fantastica cornice naturalistica nepalese. L’intenzione sarà quella di offrire, a persone più bisognose, opportunità, speranze, una vita più dignitosa.

“Namasté!”  ed “Hamro Sathi” sono state concepite  intorno a tutto questo!

Studiato il da farsi e sistemato il suo sogno in un cassetto, di rientro dal Nepal, ha proposto l’idea a noi, amici e famigliari, e tutti assieme ci siamo prodigati per la costituzione di “Namasté!”. Utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione, affinché ci potessimo far conoscere quanto meno in casa, abbiamo contattato conoscenti, parlato con parenti, organizzato eventi e cene sociali, allestito esposizioni e mostre fotografiche, tutto per la diffusione del nostro rinnovato messaggio, un messaggio (più che) umano: “mi inchino al divino che è in te…”! Attraverso IL BENE COMUNE, un mensile molisano, ci siamo fatti conoscere ad un pubblico molto vicino alla cultura e al sociale, nel cuore del Sannio; invece, utilizzando un canale di marketing e comunicazione, con gli amici di ZenitMagazine, che hanno dato spazio ad alcune interviste al nostro Presidente, siamo riusciti a canalizzare il messaggio in Molise. Questo sito ci permetterà, ulteriormente, di diffondere il nostro messaggio in Italia e nel Mondo.

Marinella, Alberto, Simona, Massimo, Pina, Antonio, Manuela, Vincenzo,  Saverio, Michele, Daniele, Erik, Ernesto, hanno sottoscritto lo statuto per cui “Namasté! Onlus” si è costituita e si metterà all’opera: “questi soci si impegnano a perseguire scopi di utilità sociale, al fine esclusivo della solidarietà umana, civile e culturale, nel mondo che va globalizzandosi”.

..mi inchino al divino che è in te…